L’estetica funeraria: vanità o esigenza di carattere psicologico?

L’estetica funeraria: vanità o esigenza di carattere psicologico?

L’estetica funeraria: vanità o esigenza di carattere psicologico?

Secondo ricerche interdisciplinari la presentazione del defunto dopo un’attenta tolettatura ed una cura per i dettagli iconografici è in grado di aggiungere nuovo valore al servizio funebre, come quello offerto dalla Cattolica San Lorenzo (per avere maggiori informazioni sui servizi cimiteriali da loro offerti potrete visitare il sito www.funeraliroma.it) , un nuovo valore dal punto di vista di arricchimento emotivo.

La maschera funeraria

L’elaborazione, ad esempio, di una maschera funeraria personalizzata e modellata potrebbe davvero offrire la possibilità di un distacco meno difficile che può incidere sulla gestione del dolore di chi ha perso una persona amata, favorendo anche una disposizione psicologica affinché sia possibile superare il momento, senza dovere, ad esempio, vedere necessariamente il cadavere del defunto.
Gli stessi operatori funebri, infatti, relazionandosi con le famiglie, comprendono quanto sia difficile osservare il volto di un proprio parente privo di vita e per questo offrono la propria disponibilità.
Un altro momento toccante e delicato legato alla scomparsa di una persona cara è la scelta degli abiti da fare indossare al defunto e la preparazione del corpo, azioni sicuramente difficili da compiere nonostante costituiscano un ultimo momento insieme.
Molte persone non si limitano alla vestizione della salma, ma scelgono anche di truccare quest’ultimo, in maniera dettagliata nel caso delle donne e più semplice nel caso degli uomini giusto per donare loro un colorito diverso da quello ‘’naturale’’ del momento.

Una nuova tecnica: la tanatoestetica

La pulizia, la toelettatura, il make-up e la vestizione del defunto prendono il nome di tanatoestetica, una tecnica in continua evoluzione che richiede operatori idonei e preparati, esistono infatti dei veri e propri corsi di preparazione poiché, come potete ben immaginare, per nessuno risulta semplice trattare un corpo privo di vita. Inoltre tale preparazione è richiesta soprattutto quando si tratta di ricoprire ferite o traumi dovute, magari, alle circostanze della morte, in modo da dare un’ultima immagine meno traumatica.
Il procedimento è scandito per fasi precise: all’inizio il tanoestetista indossa mascherina, guanti, camice e tutto ciò che serve per garantirgli la massima igiene e per poter lavorare in totale tranquillità; successivamente procede con una valutazione dello stato generale del corpo e utilizza tutte le tecniche specifiche e necessarie per lo scopo finale del processo; a questo punto si può procedere con la disinfezione e pulizia di tutto il corpo; infine si dedica al volto e alle mani (le parti che restano scoperte) per dare al defunto l’aspetto di un semplice addormentato e alla vestizione sulla base delle scelte dei familiari.

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