Napoli: La scuola in zona sismica con lavori di sicurezza al risparmio

Napoli: La scuola in zona sismica con lavori di sicurezza al risparmio

La scuola Plesso ISES è chiusa da diversi mesi a seguito del dissesto statico di parte del solaio. I lavori di messa in sicurezza prevedono la rete “antisfondellamento” solo per una parte della struttura. La scuola è in una zona a rischio sismico.

Plesso IsesLe scuole sono una vera e propria emergenza nel rione Monterosa, quartiere nella zona nord di Napoli. La Virgilio I è stata chiusa nel 2015 per ristrutturazione e non ha più riaperto nonostante la fine dei lavori. Il consiglio di istituto n° 7 del 26/09/2017 ha deciso di chiudere il “plesso ISES” a seguito del dissesto statico di parte del solaio di copertura dei vani adibiti a servizi igienici. Gli alunni sono stati trasferiti presso l’Istituto Comprensivo Kennedy, dove frequentano le lezioni durante le ore pomeridiane.

Lo scorso 5 gennaio una delegazione di mamme del plesso Ises e il Comitato LiberaMente si sono recati nella sede dell’Ottava Municipalità per per manifestare dissenso nei confronti delle operazioni di messa in sicurezza decise dal SAT municipale. Ma andiamo con ordine. A seguito delle verifiche tecniche effettuate nella scuola il 4 dicembre 2017, il livello di rischio della struttura è stata suddivisa in tre gradi: nullo, medio e elevato. I tecnici hanno deciso di intervenire sulle aree a rischio elevato con una rete “antisfondellamento” e il rifacimento delle guaine di impermeabilizzazione. Il solaio certificato a rischio medio(gialla) è quello dove il fenomeno sfondellamento è già iniziato ma la caduta non è imminente. In questo caso si interverrà solo con guaina per ripristinare la struttura ma non il livello di sicurezza. Una domanda sorge spontanea: come si comporterà l’area a rischio medio in caso di scossa di terremoto? La città di Napoli è al secondo posto per eventi sismici in una scala da 1 a 4. Sotto l’appennino meridionale, in profondità, nell’area del Sannio-Matese, esiste una sorgente di magma che può generare terremoti di magnitudo significativa e più profondi rispetto a quelli finora registrati nell’area. La scoperta, pubblicata sulla rivista “Science Advances”, è dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia(Ingv) e del dipartimento di Fisica e geologia dell’università di Perugia. Il Comitato LiberaMente scrive: “Non bisogna essere ingegneri per capire che in presenza di eventi sismici di media intensità o forti vibrazioni la parte del solaio certificata a rischio medio potrebbe distaccarsi nell’immediato e causare danni”. Le mamme e il Comitato Liberamente chiedono che venga messa in sicurezza anche la zona gialla. Non si scherza con l’incolumità dei bambini.

Pubblicato da Gino Marrone su Domenica 7 gennaio 2018

Fonte: Napoli: La scuola in zona sismica con lavori di sicurezza al risparmio

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